II giovane Guglielmo ci scrive del suo impegno nella Ronda Caritas
Vi racconto le mie serate insieme agli ultimi della città
Guglielmo, studente che si appresta a sostenere l'esame di maturità, da alcuni mesi è volontario della Ronda della Caritas, il servizio di aiuto ai senza fissa dimora. Per lui si tratta di un impegno molto significativo e arricchente, così ha deciso di condividere questa esperienza attraverso le pagine del nostro giornale.
Il percorso che ho scelto di raccontare rappresenta una delle esperienze più significative della mia crescita personale nell'ultimo anno. Da settembre 2025, quasi ogni martedì sera, partecipo a un servizio di volontariato organizzato dalla Caritas in collaborazione con la parrocchia di Maliseti. Si tratta di un'attività semplice, ma di grande valore umano, che mi ha permesso di conoscere più da vicino una realtà spesso invisibile: quella delle persone senza fissa dimora.
L'attività inizia alle 19,30, quando noi volontari ci ritroviamo per preparare il cibo da distribuire. Prepariamo panini con prosciutto e formaggio, bevande calde come tè, caffe, latte e cacao, e confezioniamo dei sacchetti con i dolci che una pasticceria ci dona a fine giornata. Questo momento non serve soltanto a organizzare il servizio, ma anche a creare collaborazione tra noi volontari: ciascuno contribuisce con piccoli gesti a un obiettivo comune. Terminata la preparazione,
iniziamo quella che chiamiamo «ronda». Ci spostiamo in diverse zone di Prato dove sappiamo di poter incontrare persone in difficoltà. Non si tratta soltanto di distribuire cibo o bevande calde, ma soprattutto di dedicare attenzione e tempo agli altri. Spesso ci fermiamo a parlare, ad ascoltare storie e a condividere qualche minuto insieme. In quei momenti ho compreso quanto sia importante riconoscere la dignità di ogni persona, indipendentemente dalla situazione in cui vive. Questa esperienza mi ha fatto riflettere profondamente. Prima di tutto, mi ha aiutato a capire quanto spesso diamo per scontate cose essenziali, come avere un pasto caldo o un luogo sicuro dove dormire. Inoltre, ho imparato che anche un gesto semplice può avere un grande valore, soprattutto se accompagnato da rispetto, ascolto e gentilezza. Il servizio mi ha anche permesso di sviluppare una maggiore sensibilità verso i problemi sociali. Ho incontrato persone con storie molto diverse tra loro, accomunate però da fragilità, solitudine e difficoltà. Questo mi ha aiutato a superare molti pregiudizi e a diventare più aperto e attento verso gli altri. Considero questa esperienza importante anche per il mio futuro, perché mi ha insegnato il valore della responsabilità, della costanza e dell'impegno verso la comunità. Partecipare ogni settimana, anche quando ero stanco o avevo altri impegni, mi ha fatto comprendere cosa significhi davvero esserci per qualcuno.
Ci sarebbero molti episodi degni di essere raccontati, ma mi limiterò a descriverne uno, quello che considero più significativo. Tra i vari luoghi in cui svolgiamo il nostro servizio c'è la chiesa della Pietà che, grazie al porticato presente su tre lati, soprattutto durante l'inverno offre riparo a molte persone senza fissa dimora. Una sera siamo arrivati li e, con nostra grande sorpresa, i senzatetto ci dissero che la proprietaria di un forno aveva già portato loro gli avanzi della giornata e che quindi avevano già mangiato. Tuttavia, la cosa più straordinaria fu un'altra: avevano volontariamente messo da parte alcune pizze e schiacciate per noi, con l'intenzione di farcele portare agli altri clochard che avremmo incontrato durante la ronda. Questo gesto, per quanto semplice, dimostra come anche persone che isone vivono in condizioni molto difficili riescano a conservare grande umanità e generosità verso gli altri. In conclusione, il servizio del martedi sera non è stato soltanto un'attività di volontariato, ma un vero percorso di crescita personale e umana. Mi ha insegnato a guardare la realtà con occhi diversi e a capire che la solidarietà nasce da piccoli gesti concreti, compiuti ogni giorno con sincerità, attenzione e rispetto verso gli altri.
Guglielmo Visi